venerdì 27 dicembre 2013

Inter: 2014 consigli per gli acquisti

In questa stagione l'Inter ha mostrato due facce: la prima, combattiva, gagliarda, aggressiva e solidissima, la seconda spensierata, cazzona, molle soprattutto in difesa dove la virilità ha fatto difetto. La seconda faccia ci è costata 7 punti che conti alla mano ci avrebbero collocato al terzo posto nonostante il 4-2 di Napoli. Mazzarri ha lavorato bene, ha recuperato scarti industriali al limite del radioattivo come Jonathan e Alvarez, gli unici errori sostanziali seri sono i seguenti: quello di essersi incaponito con Taider, classico giocatore ne carne ne pesce che corre per il campo spesso e volentieri senza cognizione di causa e il vedere Guarin come trequartista avanzato cosa che non è. Guarin non è assolutamente adatto a fare il centrocampista a 5, ne tantomeno il trequartista. Ci sono i mezzi tecnici, ma manca la forma mentis del ruolo, sbaglia sempre le scelte su un primo tocco che mai è apparso impeccabile, rendendosi dannoso in fase di impostazione. Giocare con 4 interni di centrocampo è una scelta limitativa, ma considerando i guai e l'età di Milito, il fatto che Icardi ha scoperto le gioie del sesso, e concedendo al mister la libertà di non puntare su Belfodil(l'ennesima ottima presa di Branca) allora può anche starci. Dal mercato servirà una mano non di poco conto. A mio modo di vedere l'Inter necessità di almeno tre quattro innesti. In difesa bisogna cedere Ranocchia subito senza indugio e prendere un centrale grosso, massiccio e incazzato che si gasa quando vede tibie da mazzulare senza pietà, uno alla Paolo Montero. Faccio due nomi. Il primo sarebbe un occasione low cost e un ritorno tutto sommato gradito, ovvero Burdisso, che di certo non è uno schermidore precettato alla corte degli Asburgo. L'altro nome che faccio in realtà è anche bravo tecnicamente e molto reattivo, ma si sta facendo le ossa in Argentina dove randellare non è importante, è l'unica cosa che conta, ovvero Eder Balanta, classe 93 del River Plate, normolineo fisicamente ben strutturato da acquistare con la speranza che emuli i fasti del nostro Ivan Ramirone Cordoba, le premesse ci sarebbero anche. La linea difensiva Juan Jesus, Campagnaro, Rolando non mi è dispiaciuta, ma ha un problema particolare, quella di non avere un anello debole, ma semplici cali di tensione più o meno costanti. Campagnaro, nelle ultime uscite un po' in flessione, è ampiamente il migliore, ma se è costretto a tappare falle in due reparti è chiaro che il suo rendimento cali. Avere accanto non dico la certezza ma quantomeno un ottima possibilità A centrocampo in attesa di capire il futuro di Guarin, serve un incursore bravo nel primo tocco. Cambiasso 10 anni fa sarebbe stato l'ideale, ci dobbiamo accontentare di quello di oggi, un bollito, ma di qualità accettabile. Alvarez non ha la consistenza fisica per fare l'interno di un centrocampo a 5 e su Taider e Guarin mi sono già espresso. Dzemaili sarebbe perfetto, ma passare oggi dal Napoli all'Inter equivale a fare un salto dalla pizza alla salamella in tutti i sensi, de gustibus non disputandum est ma tendenzialmente non c'è partita. Il mio nome in questo caso è Marco Parolo, non una primizia, non un fuoriclasse ma un giocatore in forma, funzionale al centrocampo a 5 che arriverebbe motivato a dovere e che consentirebbe ad Alvarez o a Kovacic di giocare più avanzati, liberi di offendere e di incidere. Non mi dispiacerebbe anche Nainggolan, indonesiano come il nostro presidente e più futuribile, ma considerando che il prezzo non è propriamente modico e che per farlo abbassare si rischierebbe di perdere giovani che possono diventare importanti(Bardi su tutti) alla fine non sarebbe una tragedia se non arrivasse. Molti sostengono che l'Inter abbia bisogno di un regista, cosa a cui Mazzarri è al limite dell'allergico(memento Cigarini al Napoli), e che in fondo per il suo gioco non è necessariamente funzionale, visto che più che di lanci lunghi e aperture, si gioca con tocchi più corti con una squadra molto compatta. Potrebbe far comodo anche un incontrista. Cambiasso ha pochissima corsa, ma a rubare i palloni è ancora un docente universitario, capitan Zanetti invece ha dimostrato nonostante tutto di avere ancora birra di qualità con una corsa orizzontale intelligente e un proverbiale istinto difensivo che lo rende ancora utilissimo. Ma parliamo sempre di giocatori tutt'altro che giovani che avranno bisogno di rifiatare. Dato per scontato che Mudingayi è l'ennesimo bidone arrivato finito(se dicevo pacco pensavate male) e che di Mariga non si ha nessuna notizia, trovare un centrocampista di struttura e settepolmoni non sarebbe male. Ci sarebbe Momo Sissoko libero, l'incognita sarebbe la sua condizione fisica visto che è fermo da 6 mesi e che notoriamente non è nelle grazie di Esculapio, ma un pensierino su di lui lo farei. Altro punto nevralgico son le fasce, che per il gioco di Mazzarri sono fondamentali. Jonathan e Nagatomo hanno giocato benissimo ma non ci sono alternative. Pereira ha definitvamente mostrato la sua inadeguatezza mentre Wallace ha mezzi importanti ma è palesemente immaturo e non pronto per la Serie A. Prendere Isla in estate sarebbe stato l'ideale ma credo che Agnelli preferirebbe regalarlo al Torino o cederlo al cugino Lapo come chaffeur piuttosto che darlo all'Inter. Ergo bisogna esplorare soluzioni alternative. Il nome che faccio io è a sorpresa. Ammetto che a questo giocatore non ho mai lesinato complimenti, ma bisogna riconoscere che in nazionale ha sfornato prestazioni egregie e che in un centrocampo a 5 ha mostrato una grande duttilità. E' tifoso dell'Inter, al Sunderland se la passa male e in Italia magari ci tornerebbe. Io su Giaccherini ci farei anche più di un pensierino, credo che sarebbe un alternativa importantissima. Dulcis in fundo passiamo all'attacco. No Palacio no party, corre per 6, fa il terzino, l'incontrista, la punta ed è riuscito a segnare 11 gol nonostante tutto. Anche lui però non è verdissimo e va gestito un minimo, cosa che non sta accadendo, visto che ogni partita viene spremuto come un limone ed è costretto a girare attorno al centrocampo in lungo e in largo. Avere un riferimento in attacco  cui girare intorno gli consentirebbe uno sforzo minore e perché no essere ancor più incisivo in zona gol. Mi piacerebbe Dzeko ma ho smesso di illudermi da un bel pezzo. Osvaldo, in una situazione formalmente diversa ma sostanzialmente simile a quella di Giaccherini,  a livello tecnico sarebbe perfetto, ma la sua incostanza caratteriale mi lascia perplesso e certamente il Southampton non lo cederebbe a un prezzo di favore. L'unico nome di spessore che potrebbe essere preso "a buon mercato" è Demba Ba, chiuso al Chelsea da Eto'o e Torres e che darebbe sicuramente fisicità e probabilmente anche un buon numero di gol. Questo però è quello che piacerebbe a me. Credo che Mazzarri invece preferisca insistere sulla strada del "non dare punti di riferimento" e per questo spera di riabbracciare Ezequiel Lavezzi. Lavezzi senza dubbio darebbe una marcia in più, ma a quest'Inter più che una marcia in più la davanti servirebbe un assetto migliore per usare meglio le marce che si hanno a disposizione, tutt'altro che deboli. Inoltre Lavezzi A non è una primizia, B non sarebbe un affare a buon mercato considerando che ciuccia un inverecondo stipendio da 4 milioni di euro. Da prendere solo se Mazzarri è fermamente convinto che sia quello che serva davvero all'Inter. Si è parlato anche di Lamela e Jovetic  ma sembra quasi una boutade. Depressi in Inghilterra magari in Italia ci tornerebbero anche, ma se elenco i motivi che rendono improbabili queste trattative finisco a Marzo 2014. Concludo con un pallino personale, una possibile scommessa Philipp Hosiner, centravanti del dignitosissimo Austria Vienna che in CL a fronte di un girone proibitivo si è comportato davvero bene. Fisico da seconda punta, buon fiuto del gol e ottime movenze in area, in grado sia di giocare da battitore libero sia come riferimento. Anche a costo di dire una stronzata, ritengo che in una stagione di transizione come questa, si possa "rischiare", scommettere su un giocatore meno Glam per prenderne uno che ti dia innanzitutto una soluzione in più e magari a patto che vada bene su due lanci di moneta anche rendimento.

sabato 20 aprile 2013

BasketMania-NBA Playoffs 2013: primo turno

L'anno scorso di questi tempi commentavo grazie all'amico Jacopo Di Falco , il Basket NBA in BasketMania, trasmissione di fascia pomeridiana in onda su Radio Bocconi il primo pomeriggio. Quest'anno la trasmissione non è partita ma io son rimasto lo stesso in clima anche grazie alla pagina Facebook che invece è rimasta sempre attiva e che offre sempre spunti di riflessione grazie alle attenzioni di Jacopo e dell'altro padre nobile del programma, Filippo Camozzi. L'inizio dei PO NBA al termine di una Regular Season che difficilmente dimenticheremo per via delle tante sorprese e dei parecchi infortuni gravi, era l'occasione perfetta per ricominciare a scrivere e per fare quello che l'anno scorso facevo in radio. E' stata una stagione intensa come già detto e intensi senza dubbio saranno i PO. Proverò a dare il mio personalissimo cartellino su questo primo turno fornendo le mie argomentazioni. Cominciamo dalla Western Conference.

Oklahoma City Thunder(1)-Houston Rockets(8)

Il duello testa coda vede i consolidati Thunder affrontare i Rockets del grande ex, James Harden, che da solo(o quasi) è riuscito a riportare i Rockets nella Post-Season dopo 4 anni di assenza dall'ultima volta(semifinali di conference contro i Lakers). Harden era un fattore determinante nel roster dei Thunder e conosce alla perfezione forza e limiti degli avversari. Con ogni probabilità Scott Brooks limiterà le scorrerie del grande ex assegnandogli le cure amorevoli ma non troppo di due agonisti come Sefolosha e Brewer tappando così la bocca di fuoco principale della franchigia texana. Un'altra insidia può essere rappresentata da un ispiratissimo Chandler Parsons, una delle sorprese della stagione, che potrebbe creare qualche fastidio alla difesa dei Thunder. Su chi vincerà non credo ci siano dubbi, OKC è favorita e come argomento credo possano bastare Durant e Westbrook che a questo livello fanno tutta la differenza del mondo, soprattutto il primo. Non vedo però lo sweep senza appello. Secondo me Houston almeno una partita la porta a casa.

Pronostico: 4-1 OKC

San Antonio Spurs(2)-Los Angeles Lakers(7)

L'ordine contro il caos. Così si può tranquillamente definire oggi la sfida tra i metodici Spurs di coach Gregg Popovich e lo sfacelo Lakers di coach D'Antoni. I primi, arrivati probabilmente a fine ciclo partono con i favori del pronostico, dopo un'ottima regular season che ha visto ancora Tony Parker, che più invecchia più migliora, sugli scudi. Dall'altro lato i Lakers che dopo aver allestito un roster da far impallidire la coalizione greca che vinse a Platea contro i Persiani, si sono ritrovati ad annaspare nelle sabbiemobili rischiando a lungo l'eliminazione per poi riuscire ad arrivare addirittura settimi(cosa che per i Lakers non si può sentire). Rincorsa che è stata pagata a caro prezzo, visto che i Lakers, già privi di Nash, hanno perso per molto tempo Kobe Bryant, che dopo aver fatto più fatiche di Ercole, si è rotto il tendine d'Achille e purtroppo non giocherà per molto tempo. Tecnicamente visti soprattutto i Lakers di quest'anno non ci sarebbe storia. Però stiamo parlando dei Lakers, una squadra che comunque ha in faretra Dwight Howard, che se in forma può far pagare a Tim Duncan la sua maggior freschezza, un Pau Gasol forse ha letto i post in cui lo definivo bollito) che sta elevando il suo gioco a ottimi standard, più una discreta bocca da fuoco che esce dalla panchina come Jamison. Gli elementi tecnici per giocarsi la serie ci sono. Manca però il resto, ovvero un gioco che non è espressione massima delle idee di coach D'Antoni, che se potesse scegliere avrebbe secondo me un'altro roster. Senza Bryant, il pallone si fermerebbe molto meno(cosa che a D'Antoni non dispiacerebbe) ed Howard potrebbe essere messo nelle condizioni di dominare( a D'Antoni credo non piaccia quest'elemento). Per i Lakers troppa carne in fuoco che non si riesce a dominare. L'unico mio punto di domanda negli Spurs è l'acquisto di Tracy McGrady al posto di Stephen Jackson, ma restiamo sempre a livello di sovrastruttura, perché la struttura portante è ben altra cosa. A meno che la maledizione del primo turno di T-Mac continui, a questo giro passano gli Spurs.

Pronostico: 4-1 SAS

Denver Nuggets(3)-Golden State Warriors(6)

Le due sorprese di questa stagione. I primi, seppur mai messi in discussione nella corsa Play-off, sono riusciti ad arrivare addirittura terzi, esprimendo un livello di gioco ottimale. I secondi, che erano dati dagli addetti ai lavori come in netta crescita, ma ancora un po' acerbi, tornano alla Post-Season dopo sei anni al termine di una stagione in cui Stephen Curry è stato autentico mattatore. I Warriors hanno avuto un rendimento in casa costante, molto meno invece in trasferta. Due squadre che si esprimono su ottimi livelli di gioco e che hanno relativamente poco da perdere, soprattutto i Warriors. I Nuggets saranno privi dell'ottimo Danilo Gallinari in questi play-off. L'assenza del Gallo, oltre ad impoverire in parte il gioco dei Nuggets, potrebbe inoltre ridurre le potenzialità dell'impatto che può avere Wilson Chandler(lusso come sesto uomo) in uscita dalla panchina. Va comunque detto che la squadra di Karl è una squadra senza un giocatore che catalizza tutti i possessi, dove il pallone si muove molto e che se non va sottoritmo è in grado di fare davvero male, soprattutto a Denver dove secondo me la parola fattore-campo è una realtà assiomatica, innegabile e imperitura vista l'altitudine a cui si gioca. I Warriors sono una buona squadra e giocheranno a viso aperto come fecero contro i Dallas Mavericks nella stagione 2006/2007 quando fu vera gloria e vero upset. Ma ci son dei fattori che vanno contro la squadra di Mark Jackson. Il primo l'inesperienza sempre relativa ai play-off. Laddove Bogut non recuperasse per tempo, i Warriors si schiererebbero con Ezeli, Lee, Barnes, Thompson, Curry, uno starting lineup di esordienti totali e anche il resto del roster, Jefferson e Landry a parte, ha pochissima esperienza a livello di PO. L'inesperienza assieme al fattore altitudine di Denver son due fattori che alla fine giocheranno a favore dei Nuggets, ma credo che sarà comunque una serie divertente

Pronostico: 4-2 DEN

Los Angeles Clippers(4)-Memphis Grizzlies(5)

E' logico che al primo turno dei PO lo scontro più equilibrato è sempre quello tra 4 e 5 del tabellone. Come l'anno scorso, ma con il fattore campo invertito si sfidano i Los Angeles Clippers di CP3 e Sir Blake Griffin e i Memphis Grizziles. I Los Angeles Clippers grazie agli arrivi in sequenza di Griffin e soprattutto di Chris Paul sono diventati una squadra competitiva ma dai due volti. Uno spettacolare, l'altro incomprensibile. Pur essendo arrivati con merito ai PO i Clippers non hanno trovato una dimensione di continuità dal punto di vista del gioco. I Memphis Grizzlies invece hanno sicuramente meno talento complessivo degli avversari ma una compattezza maggiore. Certo non c'è più Rudy Gay che è andato a Toronto, e la squadra ha perso il suo giocatore di maggior talento. Al suo posto è arrivato il "vecchio" Tayshaun Prince da Detroit, giocatore diverso da Gay, secondo me a livello meramente inferiore, ma che ha esperienza da vendere a questi livelli, avendo vinto il titolo una volta, giocato due finals e diverse edizioni dei Play-off. Prince può dare a questa squadra un quid difensivo in più che ai Play-off può fare tanto. Di contro però l'aver ceduto la bocca di fuoco principale rischia di depauperare l'attacco. Va anche detto però che nel 2011, quando i Grizzlies stupirono il mondo eliminando gli Spurs e restando in corsa fino all'ultimo per un posto alle Finals della Western Conference, Gay era assente per infortunio e la squadra giocò una buona pallacanestro di intensità e di caparbietà. Secondo me però il vero limite dei Grizzlies sta nell'assenza di giocatori in grado di incidere profondamente dalla panchina, cosa che invece l'anno scorso era possibile grazie alla presenza di O.J. Mayo, oggi a Dallas. Completamente diverso il discorso per i Clippers, che possono disporre di una panchina di tutto rispetto, partendo dell'eccellente Jamal Crawford, uno dei migliori sesti uomini della lega e in grado di incidere parecchio a partita in corso, passando per i vari Barnes e Bledsoe. A completare il quadro dei veterans titolati come Billups,Grant Hill, Odom(che non son più quelli di una volta ma che hanno sempre il loro senso e il loro perché) che possono mettere la loro esperienza a disposizione di una squadra già densa di talento. Esperienza e talento fanno la differenza in questi contesti e a questi livelli e i Clippers ne hanno molta di più.

Pronostico 4-0 LAC(Azzardo lo sweep)

E ora passiamo alla Eastern Conference

Miami Heat(1)-Milwaukee Bucks(8)

Da un lato i Miami Heat dei Big Three più Ray Allen e un'altra sfilza di comprimari extralusso, dall'altro i Milwaukee Bucks che un po' per caso, un po' per desiderio si ritrovano a giocare i Playoff a tre anni di distanza dall'ultima volta. Potrei fornire tutte le argomentazioni tecniche del caso, ma credo che siano sotto gli occhi di tutti. I Miami Heat sono nettamente più forti, non solo sulla carta. Una striscia vincente di 28 partite, il miglior record della Regular Season e la sensazione che ormai l'asticella sia stata messa troppo in alto. I Bucks hanno due giocatori come Jennings ed Ellis che potrebbero, condizionale d'obbligo, creare qualche fastidio agli schiacciasassi di South Beach. Non sono troppo scarsi i Bucks, sono gli Heat ad essere troppo forti.

Pronostico 4-0 MIA e per i Bucks è stato bello esserci

New York Knicks(2)-Boston Celtics(7)

Scontro di vero culto tra due squadre che rappresentano due delle città più importanti d'America. I New York Knicks arrivano alla Post Season per la terza volta di fila, ma stavolta ci arrivano senza sofferenze e senza difficoltà di sorta. Merito dell'eccelso lavoro di coach Mike Woodson, che ha trasformato gradualmente e con sapienza un ammasso di talento senza criterio in una squadra che gioca a Basket. Meriterebbe il Coach of the Year solo solo per aver recuperato un giocatore come Carmelo Anthony dal punto di vista mentale e i risultati si sono visti. Mai come quest'anno Melo è stato una macchina da guerra, potenziale MVP  e topscorer della lega. Altro realizzatore notevole il più che probabile 6th man of the Year J.R. Smith, anche lui un'altro giocatore dal punto di vista dell'atteggiamento, perché a livello tecnico è indiscutibile. Dall'altro lato della barricata i Boston Celtics dell'era Post Big Three o dell'era New Big Three se si mette Rajon Rondo al posto di Ray Allen. Rondo che però non sarà della partita a causa del grave infortunio al crociato rimediato durante la Regular Season. Regular Season dall'andamento altalenante per i Celtics. Cominciata male, proseguita bene, finita così e così. L'accesso ai Playoff è comunque arrivato e Boston negli anni scorsi ha dimostrato anche quando era sfavorita di essere tutt'altro che facilmente doma. Proveranno a giocarsela con le loro armi migliori a disposizione. A cominciare da Paul Pierce, che in assenza di Rondo diventa oltre che realizzatore anche ispiratore della manovra offensiva, d'altronde le mani sono qualità. Captain and the Truth guiderà assieme all'altro veterano Garnett, e alle bocche di fuoco Terry e Green l'assalto alla corazzata Knicks, in nome del proverbiale Celtics Pride, l'orgoglio mai domo della franchigia più vincente della storia dell'NBA. Una menzione la merita anche Avery Bradley. Entrato in punta di piedi nella lega ha prima defenestrato Ray Allen entrando in quintetto e poi ha dimostrato di essere un fattore nei Celtics del nuovo corso grazie alla sua difesa e alla sua abnegazione, e lo dimostra il fatto che da suo rientro sono di più le partite vinte di quelle perse. Mai come oggi, soprattutto alla luce dei tremendi fatti di Boston, del terribile attentato alla maratona, un successo sportivo può aiutare una città a sollevare la china dopo un colpo al cuore. New York sulla carta è superiore, quasi nettamente ai verdi, e vuole vendicare lo Sweep subito 2 anni fa sempre al primo turno, ma con posizioni invertite. Sarà una serie bella e combattuta, credo che la spunteranno i Knicks, ma faticheranno parecchio.

Pronostico 4-3 NYK

Indiana Pacers(3)-Atlanta Hawks(6)

Una nuova realtà tra le contender NBA contro una squadra che da anni fa vedere di essere dotata per arrivare ai PO ma non abbastanza per proseguire in maniera incisiva il percorso. I Pacers hanno assistito alla maturazione cestistica di Paul George, che in contumacia di Danny Granger ha preso le redini della squadra, giocando una RS eccezionale e preparandosi a raccogliere il testimone dello stesso Granger come uomo franchigia. La formazione di coach Vogel è compatta, gioca in maniera lineare ed ha molte armi per poter colpire in fase offensiva, dallo stesso George, passando per West in attesa del recupero, se ci sarà di Granger. Vogel ha creato una dimensione di squadra niente male, massimizzando il rendimento della maggior parte dei suoi giocatori e rendendo nel giro di due anni i Pacers una potenza ad Est. Per gli Hawks il discorso è diverso. Dopo la partenza di Joe Johnson nessuno si aspettava gli Hawks come minimamente competitivi sulla carta. Invece sono riusciti a qualificarsi di nuovo ai Play-off per la quinta volta consecutiva. In attesa di capire quale sarà il futuro della squadra, su tutti la questione Josh Smith, gli Hawks proveranno a giocarsi il passaggio del turno. Lo faranno però senza Lou Williams, l'erede in campo di Joe Johnson anche lui purtroppo gravemente infortunato. Bella sarà la sfida tra Al Horford e Roy Hibbert. Il primo, pivot completo di cui si parla relativamente poco. L'altro ingombrante centro di 221 cm che migliora di anno in anno ma che alle volte dall'impressione di essere un po' mollo e di poter essere più dominante di quanto non sia. Indiana parte con tutti i favori del pronostico è superiore quasi nettamente agli Hawks, ma se la squadra riuscirà ad esprimersi al meglio e se l'efficienza al tiro di Korver sarà alta, per Atlanta la possibilità di portare a casa uno o due incontri può diventare concreta.

Pronostico 4-1 IND

Brooklyn Nets(4)-Chicago Bulls(5)

I Nets del nuovo corso Newyorkese contro i Bulls orfani di Derrick Rose da un anno. Una sfida equilibrata sulla carta. I Nets dispongono di parecchio talento nel loro roster, talento che ha portato la squadra di coach Carlesimo alla quarta piazza ad est. I Chicago Bulls hanno invece atteso il ritorno di Godot Rose per tutta una stagione, ma Rose ha preferito non rientrare(senza entrare nei meriti e giudicare le scelte personali, anche Shumpert ha avuto lo stesso infortunio, ed è rientrato 2 mesi fa). Già da inizio stagione Thibodeau ha capito di dover fare di necessità virtù ed è riuscito a fare cose eccellenti con un roster, che Starting five a parte, era da squadra in modalità rebuilding. Ha creato perché non ho altri termini Butler dal nulla, ha recuperato dall'iperuranio gente come Hinrich, Mohammed e Radmanovic, ha valorizzato Belinelli e trasformato Robinson da fumoso playmaker a concreto giocatore(o quasi perché sempre di Nate stiamo parlando). Veri e propri prodigi cestistici che hanno portato Chicago ai PO in una posizione più alta di quella che ci si potesse aspettare. Fare dei pronostici è difficile. Avere gente come Joe Johnson, Deron Williams, Brook Lopez, tanto per citarne alcuni fa tanto, ma non è tutto, soprattutto se il gioco espresso è stato, almeno a mio modo di vedere, non particolarmente brillante. Al contrario i Bulls hanno relativamente meno talento ma un sistema di gioco più implementato e un'efficienza diversa, soprattutto dal punto difensivo, con Noah vero leader difensivo, uno dei migliori nella lega e con un Luol Deng che è diventato un all around. Credo che per i Bulls non sarà facile, soprattutto vista l'assenza di Rose difendere contro un play come Deron Williams che tende a tenere un certo ritmo atletico. Se la difesa dei Bulls sarà all'altezza allora ci son le possibilità per l'upset, anche se l'assenza probabile di Noah complica soprattutto in ottica Lopez i piani di coach Thibodeau. Altrimenti i Nets hanno abbastanza armi per concludere la stagione di Chicago già al primo turno. Questo è l'unico pronostico in cui lascio aperte due strade.

Pronostico: 2-4 Bulls o 4-2 Nets

Bene la mia tabella di pronostici è ufficialmente conclusa. Rinnovando il mio saluto a Jacopo e Filippo, si conclude questa "postata"(neologismo orribile) di BasketMania. Ci aggiorniamo al secondo turno!

giovedì 17 gennaio 2013

Serie A: il Palermo tra tattica e spettri

Da palermitano mi viene difficile non essere suscettibile alle vicissitudini della squadra della mia città, che in questo momento si trova al penultimo posto della Serie A, che senza la penalizzazione del Siena si tramuterebbe in ultimo. Diciamocela tutta, da quando i rosanero sono tornati in Serie A, questa rosa è la peggiore a stacco chilometrico, talmente assemblata male da ricordare mefitiche compagini come il Padova o la Cremonese del 1995/1996, il Venezia(dell'era Zamparini) del 2001/2002, il Novara dell'anno scorso, tanto per citarne alcune. Squadre brutte da vedere con organici più o meno di livello basso, con qualche buon nome e sotto una struttura fatiscente. Procediamo con ordine. Partiamo dal prologo con il mercato e con il duo Perinetti-Sannino. Disastroso su tutti i fronti. Il Palermo ha sostanzialmente venduto molti giocatori titolari, come i senatori Balzaretti e Migliaccio, o Silvestre, o lo stesso Viviano, tanto acclamato come il portiere di livello consono a una squadra come il Palermo e poi lasciato andare senza nemmeno scaldarsi un po'. A rimpiazzare i suddetti sono arrivati nell'ordine: Samir Ujkani portiere del Novara retrocesso, Santiago Garcia, terzino nemmeno titolare del Novara retrocesso, Steve Von Bergen, centrale svizzero con esperienza del Cesena straretrocesso e dulcis in fundo Egidio Arevalo Rios,giocatore per carità di caratura, titolare dell'Uruguay campione di Sud America e quarto al Mondiale, pochino se si considera che è un mediano preposto alla distruzione del gioco e che in fase di impostazione e in zona gol da il contributo che può dare un giocatore standard in quel ruolo, esiguo. A questi nomi si aggiungono Michel Morganella, terzino destro titolare del Novara(che è retrocesso l'ho già detto?) e della selezione olimpica svizzera in cui ha lasciato un'indelebile traccia, soprattutto su Twitter, Jasmin Kurtic, reduce da una stagione buona al Varese, il cavallo di ritorno Cetto dopo il prestito al Lille, cavallo di ritorno capitolo secondo(o terzo o quarto non ricordo) Franco Brienza, l'esterno Luigi Giorgi e dulcis in fundo Paulo Dybala, l'unico nome che può far ben sperare, pagato una cifra all'Instituto, squadra di Serie B Argentina, su cui si punta per il futuro. Un po' pochino per una squadra che sostanzialmente è stata per la maggior parte della sua storia recente nel lato buono della classifica, cioè tra le prime dieci e che è  reduce da una stagione spaventosamente brutta. Sannino imposta la squadra secondo il suo credo, il 4-4-2 di Delneriana memoria con i terzini che si sovrappongono buttando continui palloni in mezzo, gli esterni veloci che corrono per tutta la partita, le due punte centrali complementari e via discorrendo. Va male, ma male male male. 3 partite due sconfitte nette e un pareggio interno col Cagliari a due minuti da una vittoria che ormai si profilava all'orizzonte. Zamparini da sfogo a quella parte di se che gli impone di esonerare l'allenatore al primo campanello di allarme. Non pago decide di far fuori il dirigente che tanto aveva voluto, cioè Perinetti, reo di aver costruito una squadra scarsa e di aver scelto un incapace come allenatore. Tutto nella norma, almeno a Palermo. Arrivano Pietro Lo Monaco che si è distinto negli anni a Catania per aver fatto ogni anno le scelte giuste, tra acquisti, allenatori che siano dall'inizio o subentrati e  per aver vinto quasi tutte le scommesse fatte, e Gianpiero Gasperini, allenatore reduce da una terrificante esperienza all'Inter dove è riuscito nell'impresa di farsi detestare più di Rafa Benitez dai giocatori e di Gresko dai tifosi. Con Gasperini si cambia faccia e modulo, 3-4-3, il suo cavallo di battaglia. Tre centrali di difesa, due statici e uno che porta il pallone fino alla metà campo, terzini totali, centrocampisti in grado di fare taglio e cucito a centrocampo, due ali veloci in grado di attaccare la profondità, un terminale offensivo di riferimento. Al Genoa funzionava così soprattutto nell'anno del quinto posto con Milito punta, i vari Jankovic, Palladino, Sculli sugli esterni, Milanetto, Juric e Thiago Motta sulla mediana a centrocampo, Rossi e Criscito esterni di centrocampo, i vari Sokratis, Ferrari, Bocchetti, Biava in difesa, insomma una buona gamma di giocatori da far girare che si sposavano perfettamente con la sua idea di calcio. Come al Palermo. Ma anche no. Per incominciare manca il centrale che porta la palla. Mantovani, Cetto, Munoz, Von Bergen non sono così terribili come sembrano ma col pallone hanno lo stesso feeling che avrebbe Rocco Siffredi con la castità. Al problema Gasperini sopperisce subito reinventando Donati come libero in stile anni 70-80 con buoni risultati. L'arretramento di Donati comporta però un' impoverimento del centrocampo. E qui scattano i primi problemi. Barreto è un'interditore con il piede di marmo, ma a livello di impostazione del gioco è quello che è. Arevalo Rios stesso discorso con la semplice differenza che una verticalizzazione non la tenta nemmeno per sbaglio, probabilmente non la sa fare, d'altronde non è stato preso per quello, il giovane Viola, preso già a Gennaio 2012 evidentemente non è ritenuto pronto e si va ad aggiungere all'ennesima sfilza di giovani presi dalla cadetteria che a Palermo non si riescono ad esprimere. Fiducia dunque a Kurtic che ha tempi di inserimento, un tiro importante, ma che non è uomo in grado di iniziare l'azione. Sulle fasce a centrocampo Morganella si da da fare, corre come un dannato ma i risultati sono davvero modesti. Per non parlare di Garcia che si dimostra veramente inadatto al ruolo di terzino e mi permetto di dire anche alla Serie A. Le alternative, da Pisano a Giorgi quando è stato provato in quel ruolo, passando per Bertolo non danno grosse soddisfazioni, privando dunque il Palermo del fondamentale contributo richiesto da Gasperini alle due fasi, cioè la collaborazione degli esterni bassi. Passiamo all'attacco. Come già detto due attaccanti esterni e una punta centrale. Sdeng. Tecnicamente ci sarebbe Brienza che l'esterno a centrocampo o in attacco lo ha fatto e tutto sommato lo sa fare, c'è(meglio dire c'era) Giorgi che è stato adattato e che tutto sommato non è stato così censurabile. A questi giocatori aggiungi oltre a Miccoli, emblema capitano e leader tecnico di questa squadra e Dybala(comunque due punte centrali), giocatori come Ilicic ed Hernandez. Appunto. Ilicic fino a prova contraria è un trequartista, non sa coprire altri ruoli. Non penso fosse gradito a Sannino che nel suo sistema non prevede il trequartista, figuriamoci a Gasperini, che, come voi ricorderete, si è di fatto giocato l'opportunità all'Inter quando si è ritrovato ad avere un'indigesto Sneijder, tenuto al posto di Eto'o approdato alla corte dell'Anzhi. Solo che all'Inter partendo dall'inizio ha pagato le conseguenze del suo lavoro e di un mercato contro la sua corrente. A Palermo subentrato a stagione iniziata Ilicic te lo devi tenere e lo devi fare giocare, perché a livello tecnico non c'è molto meglio. Passando a Hernandez, in questo caso sale solo l'acidità. E' una punta centrale, ma non ha ne la struttura fisica per essere il terminale offensivo di quel tipo di attacco, ne tanto meno la tenuta di posizione, la resistenza o la voglia se preferite di fare l'ala. Insomma un peso anche questo che devi accettare, sempre a patto che non arrivi qualche infortunio. Unica costante di Abel Hernandez in Italia. Sostanzialmente Ilicic gioca defilato sulla destra per tentare di sfruttare  il suo mancino, di un certo livello, ma non ha tempistica e cambio di passo per stare in quel posto. A destra ci sta un Brienza avanti con l'età e non nella versione migliore che a Palermo hanno avuto modo di apprezzare e al centro ci sta Miccoli. Il valore non si discute, l'incisività nemmeno, la funzionalità alla posizione si. A questo quadro di certo non confortante aggiungi che i tuoi due portieri, Ujkani e Benussi sono affidabili come lo sarebbe un prototipo di automobile degli anni 40 in autostrada. Soprattutto Ujkani, il portiere titolare ha fatto una sfilza di errori che son costati parecchi punti lasciati per strada. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Tre vittorie, sei pareggi e undici sconfitte. Peggior attacco della Serie A e una delle difese peggiori. Per il mercato di Gennaio tifosi e allenatore invocano rinforzi. Sono arrivati nell'ordine Aronica che è un centrale di rendimento, buon acquisto, anche se ripeto per quel tipo di difesa forse serviva dell'altro, sempre se non si vuole insistere su Donati libero, Anselmo, pupillo di Lo Monaco scambiato per Eros Pisano, centrocampista centrale definito di qualità(se c'è non la si vede oppure la nasconde molto bene perché risulterà più sorprendente quando farà qualcosa di buono) e Andrea Dossena, secondo me l'unico acquisto totalmente azzeccato e funzionale al 3-4-3 di Gasperini. Serve nell'ordine: un portiere che dia sicurezza al reparto difensivo e se arriva Sorrentino è un colpo eccezionale, un  terzino con le caratteristiche di Dossena però a destra, un centrocampista di qualità anche se il mercato offre tutte soluzioni fuori portata(Lodi è del Catania, Cigarini te lo puoi scordare, D'Agostino è andato al Pescara), oppure un centrale di difesa in grado di portare il pallone sulla mediana(ci sarebbe pure Bocchetti in scadenza di contratto, ma dubito che il suo nome sia scritto da qualche parte, riportare Bovo potrebbe pure essere una soluzione) se si riporta Donati a centrocampo. Dulcis in fundo un'esterno alto d'attacco(ci sarebbe Sculli, fedelissimo di Gasperini e perfetto per il ruolo) in modo tale da avere un'alternativa valida o comunque la possibilità di una soluzione alternativa a tre attaccanti messi nel ruolo sbagliato, e una punta centrale. Si parla di Milan Baros, nome di caratura internazionale e con esperienza da vendere. Non lo ritengo il nome giusto. E' una punta centrale che fa(o faceva, va pur sempre per i 32 anni) della rapidità e della capacità di crear spazio per il compagno di reparto la caratteristica principale. Ha un feeling con il gol medio basso, almeno cosi dice la sua storia nelle topleague e non credo abbia la struttura fisica per essere il terminale centrale. Serve una punta vera, una prima punta vecchia scuola. Completa, piedi mediamente buoni, buona fisicità, capacità di far salire la squadra e di giocare di sponda e di garantire un numero onesto di gol. Gol che al Palermo sono mancati e che servono come il pane. Lo Monaco è chiamato a un durissimo lavoro per fornire i mezzi necessari alla rincorsa per la salvezza. La situazione è critica. o si cambia la marcia o si saluta la categoria.

sabato 29 settembre 2012

La Roma di Zeman tra polemica e carenza di risultati

Ho sempre stimato Zeman, per il coraggio nel'esporsi, per la sua schiettezza, per il suo credo calcistico, perchè a livello di mero divertimento nessun calcio mi ha mai divertito come quello di Zeman, e per la sua serietà e devozione nei confronti del calcio. Lo Zeman dell'ultimo periodo però sembra aver perso la trebisonda. Tende a polemizzare in maniera costante, e da quasi sempre l'impressione di dire che non vince perchè è sempre colpa degli altri e non per demeriti suoi o della sua squadra, continua ad essere legato visceralmente alla nemica Juventus, indubbiamente con le sue ragioni, anche valide, ma restando ancorato a fatti superati, senza guardare avanti.. Inoltre questo inizio di stagione conferma che Zeman appartiene a quella stregua di allenatori tetragoni al cambiamento, cocciuti e ostinati nelle loro idee. Il 4-3-3 Zemaniano è un modulo di movimento soprattutto nella fase offensiva, che richiede attaccanti in grado di muoversi e svariare sul fronte offensivo. Alla Roma l'unico attaccante dotato delle suddette caratteristiche è Lamela. Totti ha 36 anni e il cambio di passo per giocare da esterno lo ha perso da tanto tempo, Osvaldo è sicuramente una punta mobile ma più del centravanti non può fare, Mattia Destro ha le stesse caratteristiche tecniche, ma non ha i colpi e la fisicità dell'Italo-Argentino, mi sembra del tutto sprecato/inutile nel ruolo di attaccante esterno, dove ci vogliono una rapidità e una tecnica di cui il giovane azzurro non dispone. Morale della favola: non si sa per colpa di chi ma questo non è un attacco congeniale al gioco Zemaniano. La maggior parte degli allenatori starebbe ore a chiedersi come correggere la squadra, come valorizzare il materiale di cui si dispone in altro modo, Zeman invece no, non lo può fare, non lo ha mai fatto e dubito che lo farà. Giocare a 3 punte con questo tipo di attaccanti è un handicap che decidi autonomamente di infliggerti. Anche a centrocampo vi sono evidenti problemi tecnico-tattici. Lasciando stare l'universale De Rossi, l'unica nota realmente positiva è Florenzi, che al gioco di Zeman per caratteristiche si presta molto bene. Il resto è da registrare. Sembra chiara l'intenzione di valorizzare Panagiotis Tachtsidis, giocatore ottimo con colpi eccellenti. Tachtsidis però è costretto a pagar dazio e tributo alla sua enorme mole  con rapidità e velocità, di certo non i punti di forza di questo giocatore. Poi c'è Bradley, attualmente infortunato e quindi non giudicabile. Fondamentalmente l'Americano è congeniale al sistema, ma limitare i problemi della Roma alla sola assenza di Bradley è riduttivo. Altro infortunato è Pjanic, ma a giudicare dalle formazioni viste mentre era disponibile, mi sembra proprio di intuire che Zeman non lo veda di buon'occhio, probabilmente a causa di una componente naturalmente incline ai leziosismi nel suo stile di gioco. A completare il quadro Perrotta che ha già imbeccato il viale del tramonto e Marquinho, che secondo me è il giocatore su cui puntare, soprattutto quando Tachtsidis è in campo, quantomeno per dare dinamismo a un centrocampo che di fatto lo richiede ma che con Tachtsidis lo perde. La difesa non la commentiamo, la classica difesa approssimativa che contraddistingue il calcio zemaniano, con una spruzzata di tragicommedia, perchè a parte Balzaretti e qualche buona partita di Castan, si son viste scene di delirio onirico da film di serie Z degli anni 80. 11 gol subiti in 5 partite, più di due di media a partita, non accompagnati come già visto da una grande produzione offensiva. La partita di stasera contro la Juventus(non me ne vogliano gli  Juventini, la Juve ha giocato bene, avrebbe vinto ma gli è stato reso tutto facile) si aggiunge a quella incredibile col Bologna e a quella contro la Sampdoria che con poche mosse e in inferiorità numerica ha imbrigliato i giallorossi. Mi spiace doverlo dire ma se Zeman vuole tenersi il posto deve cambiare qualcosa. Io ad esempio gestirei meglio Totti, Zeman non è Luis Enrique, ha la personalità e il piglio per farlo, e arretrerei il  suo raggio d'azione, lo farei giocare rifinitore, con spazio e compiti ben definiti e farei ruotare gli uomini d'attacco. Per quanto riguarda il centrocampo accantonerei Tachtsidis, è fortissimo ma non è adatto a questo tipo di gioco, e punterei tutto su Florenzi-Bradley-De Rossi, con l'americano a fare da scudo appena rientrerà, nell'attesa metterei invece De Rossi da scudo e Marquinho mezz'ala, ruolo che sa interpretare bene. Per la difesa più della capatina a San Pietro non posso ipotizzare, penso che l'unico modo per limitare i danni sia quello di fare più gol di quanti se ne subiscono. E'davvero un peccato vedere Zeman che con una squadra che ha delle potenzialità, galleggiare a metà classifica, giocando da neo-promossa che si trova in A un pò per caso e un pò per desiderio. Ma se non si inventa qualcosa, mi sa che Zemanlandia capitolo quarto finisce senza lieto fine.

martedì 25 settembre 2012

Non è sempre colpa degli altri-Fenomenologia rosanero

2002-2012 Glerean, Arrigoni, Sonetti, Baldini, Guidolin, Del Neri, Papadopulo, Guidolin-2, Colantuono, Guidolin-3, Colantuono-2, Ballardini, Zenga, Delio Rossi, Cosmi, Rossi-2, Pioli, Mangia, Mutti, Sannino, Gasperini. 17 allenatori, 13 esoneri quattro scadenze naturali di contratto. 2002-2012 Foschi(bene), Sabatini(preferisco Foschi ma Benissimo), Sogliano(ectoplasma dal nome figo) Perinetti e adesso Lo Monaco. In 10 anni 17 allenatori e 5 dirigenti diversi sono il segno tangibile di una gestione dei programmi societari clamorosamente sbagliata.. I progetti, a prescindere dagli obiettivi, si realizzano soltanto tramite quel minimo di continuità almeno a livello dirigenziale. Di esempi ne posso fare parecchi. Il Chievo, squadra che ha obiettivi simili a quelli che ormai sono del Palermo ha lo stesso dirigente da 20 anni(Sartori), conosce i limiti e le potenzialità del progetto, esonera solo se necessario e raggiunge sempre l'obiettivo. Prendiamo anche la Sampdoria dell'era Marotta che del Palermo aveva gli stessi obiettivi e che alla fine ha gabbato il Palermo sul più bello. A Palermo manca proprio la base. Chi viene prima ancora di fare i conti coi tifosi li deve fare con Zamparini, un presidente a cui sicuramente va dato il merito di aver riportato Palermo in alto,   a cui andrebbe spiegato che così non si va da nessuna parte. Non si può chiamare un'allenatore, elevarlo al rango spirituale del Dalai Lama del calcio, e mandarlo via dopo una striscia negativa definendolo il male atavico, ne tantomeno chiamare tre dirigenti in due anni, affidargli mercato e risorse per poi far si che si dimettano o cacciarli quando il materiale a disposizione non ti piace. Il Palermo quest'anno poteva tranquillamente, come fa il Chievo da anni, allestire una squadra per la salvezza. Poteva farlo spendendo una minima parte del ricavo delle cessioni in onesti mestieranti di categoria per tappare le falle di una rosa comunque carente. Si è deciso invece di tenere quelli che l'anno scorso se la son vista brutta rischiando di retrocedere, puntellando la squadra con acquisti senza senso, comprando o doppioni o giocatori che senza l'allargamento della panchina a 12 giocatori si sarebbero accomodati in tribuna. Se Mantovani e Munoz non si son dimostrati affidabili la scorsa stagione, il solo Von Bergen mi sembra un pò pochino e d'altronde sempre del titolare della squadra materasso della scorsa stagione parliamo. Se oltre Miccoli il  Palermo in attacco fatica e si sa che l'unico giocatore semi-affidabile che c'è in rosa è Budan che però oltre ai noti problemi di tenuta fisica ha dovuto soffrire un terribile lutto allora si dovrebbe comprare un'attaccante affidabile. La scommessona Dybala è una bella suggestione, ma l'argentino resta un doppione di Miccoli da vedere in prospettiva futura, e con 12 milioni di euro di punte oneste di categoria te ne compri almeno un paio. A centrocampo non son stati presi i giocatori funzionali al gioco di Sannino, soprattutto sulle fasce, dove non è arrivato nessuno, Giorgi a parte, perchè Brienza, pur essendo un buon giocatore, non può essere considerato un'esterno puro, costringendo l'allenatore a puntare sull'enigmatico Bertolo(3 anni che gioca in A e non ho ancora capito il ruolo esatto). Sannino parte male e viene esonerato per aver perso contro due squadre nettamente più forti e per aver pareggiato in casa con una squadra di pari livello. Viene chiamato Gasperini, che indubbiamente è un allenatore d'esperienza, ma che è iper disfunzionale per gli uomini che ci sono in rosa. Mancano le ali pure, il play-maker, un centrale che sappia portare il pallone e supportare il centrocampo e la punta centrale forte, fenotipi standard del 3-4-3 di Gasperini. E' stato cacciato pure il dirigente che tanto era stato voluto, per quali colpe non si sa. Sia chiaro io sono un'estimatore di Lo Monaco, ma che miracoli può fare, soprattutto a mercato chiuso? Arriva Lo Monaco e i giocatori che fanno? Si trasformano? L'impressione che al Palermo manchi il senso della misura ormai è certezza. Come si può costruire qualcosa se alla prima difficoltà salta la testa dell'allenatore e alla seconda quella del dirigente? Quando a fronte dei miei insuccessi attribuivo agli altri colpe e demeriti, qualcuno mi faceva notare che si, può capitare, anche più volte, ma che non è sempre colpa degli altri. Mi sa che Zampa questo non lo sa ancora...

domenica 16 settembre 2012

Serie A-Impressioni di settembre

Strano ma vero, l'inizio di questa Serie A mi è piaciuto parecchio. Parecchio perchè per la prima volta da tanto tempo si vedono tante sorprese positive, tante partite di sostanziale buon livello e una maggiore competizione. E' chiaro che il posto in meno in Champions non giova al movimento calcistico, se non altro ha avuto il merito di rendere il campionato più competitivo. Procediamo per gradi. In testa ci sono la Juventus, il Napoli e la Lazio. I primi due nomi non mi sorprendono, perchè la prima non perde da 41 partite in campionato, ha una rosa profondissima, un sistema di gioco implementato e un nome sullo stemma che ricomincia ad avere il suo peso, mentre la seconda, dopo aver dimostrato l'anno scorso di essere squadra ostica per tutti, sta incominciando a dare una certa continuità al gioco espresso, grazie a una rosa di buon livello, finanziata dalla cessione di un Lavezzi, che a giudicare questo Napoli senza di lui, appare pure sopravvalutato. La Lazio però è una sorpresa, sorpresa come il suo allenatore, Petkovic. Per me era il primo a cadere, fino ad ora ne ha fatti cadere tre. La Lazio è sicuramente una buona squadra, l'inizio era comunque abbordabile, ma ho la sensazione che Petkovic sia un tecnico concreto e deciso e che sia in grado di massimizzare il rendimento dei giocatori di maggior talento, guardare Klose ed Hernanes come riprova di ciò che ho scritto. Può essere una mina vagante, non dico vincere lo scudetto, ma essere nel gruppo di testa si. Un'altra sorpresa, a punteggio pieno ma con una penalizzazione di un punto è la Sampdoria. Tornata nella sua dimensione, ha battuto un modesto Milan, ha regolato il Siena ed ha steso il Pescara. Può non sembrare tanto, ma per una neo-promossa a prescindere dal nome che porti, fare il tuo dovere giocando anche benino non è roba da poco. A sei punti troviamo la Fiorentina e l'Inter.In queste prime uscite la Fiorentina è sembrata troppo legata alle giocate di Jovetic. Se non illumina il montenegrino, si va inevitabilmente sotto. Nonostante ciò, essendo la rosa della Fiorentina di buon livello, ed essendo stata costruita a immagine e somiglianza del tecnico Montella, son convinto che alla lunga verrà fuori il valore assoluto. Luci ed ombre invece per l'Inter. Le luci sono date da Milito, che non ha perso il feeling col gol e dalla cosiddetta fascia di mezzo, cioè quei giocatori non giovani ma non vecchi che all'Inter son mancati nelle ultime stagioni e che fino ad ora garantiscono un rendimento accettabile. Le ombre son date invece da una quadratura che sembra ancor lontana dall'essere trovata e dal dover gestire troppi nomi nell'assegnazione del supporting cast di Milito. Cassano, Sneijder, Palacio, Coutinho e Alvarez, tutti buoni giocatori che la panchina non la vogliono e non la possono fare, e che possono diventare di difficile gestione, anzi, direi che lo sono già. Stramaccioni ha l'ingrato compito di rilanciare una squadra che è passata repentinamente da cima a fondo, e lo può fare soltanto dimostrando di essere Stramaccioni senza appellativi ed evocazioni di Mourinhana memoria, rivendicando a fondo le sue scelte, come fino ad ora sta facendo. A quattro punti troviamo Catania e Roma. Il neo allenatore del Catania Maran sta facendo benissimo nel continuare il sentiero tracciato da Montella, senza avere la presunzione di voler cambiare le cose e i risultati si vedono. Perdere con la Fiorentina ci può stare, i rossoblù hanno fatto bene il loro dovere, anche con un pò di fortuna. La Roma ha perfettamente dimostrato di avere la forma mentis zemaniana. 7 gol fatti e 6 subiti nelle prime tre partite, un atteggiamento totalmente offensivo e la capacità di stupire sempre. Proprio come sta facendo il tecnico boemo, libero pensatore che però negli ultimi tempi sconfina troppo negli attacchi e nelle querelle senza badare ai risultati. La partita di oggi ne è emblematico esempio. Grande gruppone a 3 punti. Cominciamo dal Milan. Il sanguinoso dopo Thiago-Ibra è incominciato come si temeva, cioè male. I giocatori che sono arrivati devono calarsi nella realtà di essere nel club più titolato al mondo e per la prima volta a distanza di anni nel Milan manca un giocatore risolutivo, che non può essere il falcidiato Pato. Una base buona su cui lavorare c'è, ma ho l'impressione che Allegri non sia in grado di valorizzare quel poco che ha. Bisogna dare una svolta e in fretta, altrimenti diventa un miraggio pure l'Europa League. Passiamo al Genoa. Se le partite durassero 45 minuti, son convinto che il Genoa sarebbe campione d'Italia. Dal punto di vista del gioco benomale ci siamo, ma i cali di tenuta atletica avuti dal Grifone nei secondi tempi delle partite son davvero preoccupanti. Penso che De Canio debba lavorare molto sull'intesa Borriello-Immobile, cercando di optare per un modulo meno dispendioso dal punto di vista energetico rispetto al 4-3-3 visto fino ad ora. Perchè non sempre i buoni giocatori possono bastare. Il Genoa ne ha tanti, ha comunque più da guadagnare che da perdere. Il Parma di Donadoni invece si ritrova nel dover gestire la fastidiosa eredità di Giovinco. I vari Pabon, Ninis e Belfodil visti fino adesso, in rampa di lancio per affiancare Amauri quando rientrerà, non sembrano avere la personalità adatta a ricoprire questo ruolo e non è solamente un fatto tecnico. Bisogna riprendere, a prescindere da quale sarà l'assemblaggio finale, l'ottima strada tracciata l'anno scorso e gli obiettivi potranno essere raggiunti. Passiamo al Chievo Verona. Sostanzialmente anche quando acquistano 10 giocatori diversi nessuno sembra accorgersene, perchè questa squadra da sempre l'impressione di essere uguale. Lo è nella politica societaria e nelle ambizioni. L'inizio è accettabile per una squadra che mira alla salvezza, ma bisogna fare attenzione alle Sabbiemobili. La dote extra del Chievo, più che qualche giocatore di livello, è il contesto non ipertrofico. Non son sicurissimo come gli altri anni che questo possa diventare il valore aggiunto. Chiudiamo il gruppone dei tre punti con il Bologna. Finita l'era Di Vaio e perso Ramirez ci si aspettava un ridimensionamento. L'inizio con due sconfitte sembrava confermarlo. La vittoria in rimonta contro la Roma di oggi, inaspettata sicuramente, da uno slancio a una squadra che può raggiungere con grossa tranquillità l'obiettivo salvezza. D'altronde Diamanti ha finalmente raggiunto la maturità che non gli ha consentito di esplodere prima e il sostituto di Di Vaio è Gilardino, che di gol in A ne ha fatti 146, c'è molto di peggio. A due punti troviamo l'Atalanta, penalizzata anche quest'anno, di due punti, e il Cagliari. Per la formazione orobica l'inizio è stato buono. E' arrivato un successo comunque inaspettato, che ha confermato la bontà della rosa dell'Atalanta, a mio parere la squadra più equilibrata in tutti i sensi della Serie A. Si sta lavorando davvero bene dalle parti di Bergamo e le premesse per bissare l'ottima stagione passata secondo me ci sono tutte. A Cagliari invece si sorride di meno. Le false partenze del Cagliari da quando è tornato in Serie A, sono effettivamente state ricorrenti, ma alla fine la salvezza è praticamente arrivata sempre. Non vedo il motivo per cui non debba arrivare quest'anno, i giocatori validi per centrare l'obiettivo ci sono.  Bisogna vedere se Cellino asseconderà la sua smania di esonerare l'allenatore dopo un periodo negativo. Esonero o non esonero sarà comunque una mossa risolutiva, come insegna Allegri, o i vari traghettatori come Sonetti o Ballardini nel 2008 che hanno salvato la squadra. Un punto solo per l'Udinese e per il Palermo. Per i friulani l'aver mancato di nuovo l'obiettivo Champions, questa volta contro una squadra più che abbordabile, ha probabilmente rappresentato una clamorosa mazzata per una squadra che non avrà più questa possibilità per molto tempo. L'inizio è stato traumatico. Due sconfitte contro Fiorentina e Juventus, a cui fino alla stagione passata riusciva tranquillamente a dare filo da torcere e un pareggio contro il Siena in cui la vittoria è stata gettata alle ortiche(per essere fini). Se non altro c'è la consapevolezza che l'età dell'oro è finita e che bisogna ricominciare a lavorare per raggiungere l'obiettivo minimo di un campionato tranquillo e i mezzi comunque ci sono. Per il Palermo invece il clima sembra essere di Armageddon. Due sconfitte, che ci possono tranquillamente stare, contro Lazio e Napoli e un pareggio casalingo contro il Cagliari dopo una partita che hai controllato più o meno agevolmente. Zamparini non ha resistito all'irresistibile voglia di esonerare l'allenatore(che, come sempre era l'uomo giusto, iper voluto, l'uomo della svolta, il taumaturgo, ecc..ecc.). Via Sannino, a cui non è stata consegnata una squadra congeniale al suo calcio quadrato e scolastico, dentro Gasperini, l'allenatore secondo me più inadatto da ingaggiare vista la rosa del Palermo, che già sembra poco elastica, figurati per il 3-4-3 prediletto dal tecnico. A inquietare più dei risultati il desolante mix tra una condizione fisica da scapoli-ammogliati del giovedì e un gioco inesistente. Inizio di campionato che rappresenta il culmine di tutta una serie di scelte sbagliate sul mercato. Gasperini rischia dunque il ruolo di Caronte, traghettatore verso gli inferi della Serie B. Non pensavo che l'avrei detto, ma il rischio è più che concreto. A 0 punti il Pescara. Dopo la promozione si doveva ripartire da Zeman, dal pescarese Verratti e magari dalla speranza di trattenere Insigne e Immobile. Non è andata così e al giovane mister Stroppa è stata consegnata una squadra infarcita di giovani talenti, spruzzata con qualche gregario di Serie A. Fino ad ora è andata male, e ci credo, come può fare non dico Stroppa, chiunque a dare una dimensione di squadra a una cozzagglia ammassata senza criterio? I buoni giocatori(Perin, Weiss, Caprari per citare i più mainstream) ci sono anche ma non mi sembra sufficiente e l'inizio con 0 punti e nove gol subiti sembra essere il prologo di una stagione disastrosa. Concludiamo col Siena, ultimissimo a meno 4 punti.  Come insegnano l'Atalanta lo scorso anno e la Reggina del 2007, partire bene è fondamentale,e il calendario che metteva di fronte i senesi con due neopromosse sembrava favorevole per recuperare subito la penalizzazione. La partenza è dunque da considerarsi disastrosa. Lasciati per strada 5 punti contro Torino e Sampdoria, il pareggio di oggi con l'Udinese si può considerare per quello che è: un buon segnale, ma ininfluente per l'obiettivo finale, che, almeno secondo me, difficilmente verrà raggiunto.

Il campionato è appena iniziato, e il calcio insegna che i verdetti son decretati da matematica e dal fischio finale dell'ultima giornata. L'unica cosa di cui son convinto è che il campionato di quest'anno sarà uno dei più appassionanti degli ultimi 20 anni.

sabato 15 settembre 2012

NBA-Miniguida alla Western Conference

Manca meno di un mese all'inizio della stagione NBA, secondo me questa sarà una delle stagioni NBA più belle di sempre. Vuoi per il draft profondissimo, vuoi per il mercato e per i clamorosi acquisti, quella che si prospetta è una stagione con tante squadre di ottimo livello. In questo post cercherò di analizzare le 15 franchigie della Western Conference.


Dallas Mavericks

E' finita l'era dell'anello, ne incomincia una nuova. Gli addii di Chandler e di Barea nel 2011 avevano già pesato sulla squadra di coach Carlisle, che nella scorsa stagione è apparsa scarica, priva di idee, cattiveria e concretezza. L'obiettivo dichiarato della franchigia texana era quello di mettere a segno l'acquisto di un all-star, ma il rinnovo di Deron Williams con i Nets ha fatto saltare i piani. E' scattato comunque un restyling. Via Haywood, Lamar Odom(e la signora Khloe) e soprattutto Jason Terry, e lasciato andare Jason Kidd ai Knicks, sono arrivati Kaman, il pivot che mancava dopo la partenza di Chandler, Brand, che come lungo dalla panchina è un'ottimo acquisto, Dahntay Jones, Collison, a cui tocca l'ingrato compito di non far rimpiangere Jasone, e soprattutto O.J. Mayo, giocatore di talento assoluto che a Memphis non si è espresso del tutto. L'età del roster è stata sostanzialmente abbassata nonostante la presenza di giocatori come Vince Carter, da tempo in fase calante, Shawn Marion, bel giocatore ma non più quello di una volta, e soprattutto Dirk Nowitzki, l'unica vera certezza di questa squadra. Per essere una franchigia in rebuilding non è messa assolutamente male. Bisognerà capire durante la Regular Season quale sarà la faccia di questa squadra. Son curioso di vedere se Mayo agirà da sesto uomo come ai Grizzlies, per avere un impatto maggiore contro i secondi quintetti o se invece verrà investito dei galloni da titolare. A prescindere da questo vedo comunque i Mavs ai Play-off, con l'ultimo posto disponibile, anche se a livello di competitività assoluta c'è ancora molto lavoro da fare.

Denver Nuggets

Nel 2011 hanno perso il loro uomo franchigia, Anthony, entrando in ricostruzione. Un anno e mezzo dopo i Nuggets si ritrovano dov'erano nell'era Melo, cioè competitivi ad ovest. Dalla trade con i Knicks secondo me  hanno solamente guadagnato. A un roster che l'anno scorso aveva mostrato un'ottima combinazione di tecnica e di esplosività fisica, si è aggiunto l'all-star e campione olimpico Andrè Iguodala, che da un'ulteriore dose di tritolo alla franchigia del Colorado. Iguodala è l'elemento perfetto, quello che coniuga i buoni fondamentali con un'atletismo invidiabile. Dal punto di vista atletico fronteggiare i Nuggets, soprattutto in casa con i vari McGee, Faried, Chandler e Lawson sarà cosa davvero difficile. Se a questi nomi aggiungi gente come Mozgov, pivot vecchia scuola notevolmente migliorato e soprattutto Danilo Gallinari, non puoi ottenere altro che una squadra competitiva, nonostante le partenze di giocatori come Afflalo ed Harrington che a Denver avevano un loro perché. Proprio Gallinari può essere considerato un potenziale fattore in questa squadra. L'ala milanese ha ormai dimostrato di essere un giocatore della lega, visti i mezzi tecnici che ha a disposizione e l'uso che ne fa. Se gli infortuni non lo perseguiteranno e se riuscirà ad aggiungere quel pizzico(sottolineo pizzico) di cattiveria e personalità che ancora gli mancano, può essere più che importante e decisivo. George Karl, vecchio volpone NBA, ha a disposizione un roster di altissimo livello, comparabile se non a quello dei Supersonics del 1996, almeno a quello dei Milwaukee Bucks che nel 2001 fecero sudare freddo Allen Iverson e i 76ers. Li vedo ai Play-off in una posizione dalla 4 alla 6, e in grado di  poter fare un pò di strada in più nella Post-Season rispetto agli ultimi anni.

Golden State Warriors

La franchigia californiana a distanza di anni può finalmente dire di avere un roster minimamente competitivo. La trade Bogut-Ellis con i Bucks è stato l'ulteriore segnale della volontà di affidare la squadra all'ottimo Stephen Curry, potenziale all-star NBA. Il mercato estivo ha portato giocatori di esperienza come Carl Landry e Jarrett Jack, utilissimi per allungare le rotazioni e soprattutto Harrison Barnes, uno dei pezzi da 90 di questo draft, il più profondo dal 1996, destinato a comporre assieme a David Lee e Bogut un'ottimo front-court, con Richard Jefferson pronto a fare da chioccia. Se Klay Thompson conferma le ottime doti messe in mostra l'anno scorso, se Stephen Curry ultima il percorso di maturità e se Harrison Barnes mantiene le promesse, allora siamo di fronte a una delle possibili sorprese della stagione. Si giocheranno i play-off, sinceramente non penso riusciranno ad arrivare, li considero un possibile domani nella Western Conference.

Houston Rockets

Nella squadra che fu del maestro Olajuwon c'è aria di rifondazione. Roster lunghissimo e pieno di novità a cominciare da Jeremy Lin, il giocatore che ha incantato il mondo nel Febbraio-Marzo scorso. Al play di Harvard il compito di dare le geometrie che gli ottimi Lowry e Dragic(andati a Toronto e Phoenix), e soprattutto dimostrare di essere a tutti gli effetti un giocatore della lega e non un colpo mediatico. Lin andrà a completare il reparto guardie composto da  i nuovi arrivi Livingston, Delfino(ottimo acquisto per la sua completezza), Toney Douglas(che fungerà da cambio di Lin), il leader tecnico Kevin Martin, che fino ad ora però non ha inciso più di tanto sui risultati di squadra e Jeremy Lamb da U-Conn, altro prospetto interessante. Passando al reparto lunghi si registra l'arrivo del pivot turco da Chicago Asik, che sarà con ogni probabilità il centro titolare. Il turco pur avendo dimostrato personalità e buone doti difensive non sembra avere gli attributi tecnici giusti per poter essere titolare in una squadra che comunque aspira alla Post-Season.  A completare il reparto lunghi  JaJuan Johnson e Patterson, e il neo-draftato White, mentre l'ottimo Parsons e Morris completano quello delle forwards. Giocatori indubbiamente di prospetto, troppo poco per essere competitivi a lungo andare. Il lavoro della dirigenza è orientato ad assicurare un futuro a medio lungo termine, per il presente non li vedo competitivi alla lunga per un posto ai Play-off.

Los Angeles Clippers

L'inizio dell'era Blake Griffin è coinciso con l'inizio dell'era:"I Clippers non sono una barzelletta". Dopo gli arrivi di Billups, Butler e soprattutto Chris Paul, cioè tre all-star, nella scorsa stagione, quest'anno si è pensato di puntellare il roster a disposizione di coach Del Negro. Nonostante le partenze di Mo Williams, di Young, di Foye, di Kenyon Martin e dell'utilissimo Reggie Evans, sono arrivati ottimi giocatori, tutti con grande esperienza NBA. A cominciare da Lamar Odom, che torna nella Los Angeles dove tutto è cominciato per la felicità dei tifosi(forse) e di Khloe Kardashian(sicuramente). Avere a disposizione una Point-forward come lui può essere un'arma, se le sue condizioni psicologiche non sono quelle di Dallas. Gli arrivi nel reparto lunghi si completano con due talentuosi(si, mi piace scherzare) Hollins e Turiaf, comunque più che utili a dare ossigeno ai due lunghi della squadra. I colpi di mercato però non finiscono qui, sono inoltre arrivati nonno Grant Hill, che a 40 anni da compiere resta un giocatore favoloso, e Jamal Crawford, in cerca di riscatto dopo un'opaca stagione ai Portland Trail Blazers e da pochissimo Matt "Frankestein Jr" Barnes. Non sottovaluterei l'impatto di Jamalone, soprattutto in uscita dalla panchina, dove negli ultimi anni ha fatto vedere che può garantire più di un ottimo apporto. Il roster è di livello molto alto. Sono una potenziale contender, potrebbero pure arrivare in un'eventuale conference Finals a patto di avere fortuna negli accoppiamenti Play-off. L'unico che non mi convince a pieno è DeAndre Jordan. Forte è forte, ma in una squadra così densa di talento, non sarebbe stato meglio cercare un pivot magari meno atletico ma sicuramente più completo per dare equilibri diversi? Questo lo dirà il campo.

Los Angeles Lakers

Nell'NBA comunque vada sono loro i protagonisti. Sia quando vincono, sia quando perdono, sia quando acquistano, sia quando non acquistano. Dopo le ultime deludenti stagioni a Lakerslandia è scattata la rivoluzione. Aperitivo offerto da Buss e Kupchak Steve Nash, 38 anni, stagionato, sicuramente, fortissimo, pure, che cerca l'assalto a quell'anello che non ha mai raggiunto nonostante i due titoli di MVP e la poetica visione di gioco. Poi è la volta di un'altro vino di annata, meno prestigioso ma sempre molto appetibile, cioè Antawn Jamison, che dopo tre anni passati nella Cleveland nella transizione(dolorosa, molto dolorosa) tra Lebron James, il nulla cosmico e Kyrie Irving, si gioca pure lui la possibilità di vincere un titolo, da panchinaro di lusso addetto alla produzione punti. Già con Nash e Jamison il roster era mediamente competitivo. Ad Agosto mentre i comuni mortali erano al lido a prendere il sole organizzano una trade equiparabile a quelle fatte nel 2007 per Garnett ed Allen, portando a casa nientepopòdimenoche Dwight Howard, il pivot più forte dell'NBA, al posto di Andrew Bynum, che, nonostante i due titoli vinti da centro titolare, si era mostrato molto indolente nelle ultime due stagioni. Nella trade che ha portato il simpatico(ma neanche troppo) amante del cartone animato "Il re Leone", sono arrivati anche Duhon e Clark, che si aggiungono a una panchina in cui siedono il mai amatissimo Steve Blake, Devin Ebanks, Jordan "Gandhi" Hill e un'altro colpo, cioè Jodie Meeks, che secondo me può dire davvero la sua e a volte fare la differenza, vista la sua attitudine a tirare qualche bomba quando gli capita. E poi ci sono loro. Pau Gasol, reduce da due stagioni fosche in cui di fatto è stato surclassato dal fratello Marc(si il ciccione, bravo ok, ma mai ci si sarebbe aspettato di vederlo all'ASG al posto di Pau), Metta World Peace, e soprattutto l'uomo franchigia Kobe Bryant, reduce da un divorzio salato e da un'altro alloro olimpico. Il roster secondo me è ipercompetitivo, migliore di quello che ha allestito Miami quest'anno e direi che fare di meglio era molto difficile. Adesso però vengono i nodi al pettine. Di punti di domanda come sempre ce ne stanno parecchi. Primo su tutti Mike Brown. E' un buon capo-allenatore, secondo me però non ha una personalità da Lakers, figuriamoci in questa versione fatta da campioni e comprimari molto forti. Bisogna vedere come sarà in grado di controllare la nave. Il secondo punto è il fu Ron Artest. Bisognerà capire se partirà nello starting five, o se subentrerà dalla panchina. Può fare entrambe le cose tecnicamente e teoricamente. Bisogna capire quanto Metta World Peace contribuisca alla Pace nel mondo se viene relegato in panchina o peggio ancora lanciato da titolare con dei compiti precisi, che lui tende a maltollerare. Dulcis in fundo Kobe Bryant. Gli arrivi di Howard e Nash spianano la strada a nuove soluzioni di gioco che potrebbero metterlo un pò, ma non troppo, più a margine nel gioco giallo-viola. Il 24 però per sua natura, tende a prendere un discreto numero di tiri e a catalizzare il gioco su di se. Dubito fortemente che accetti di fare il tiratore perimetrale sugli scarichi di Nash dopo un pick-and-roll giocato con Howard, o che accetti di tornare al ruolo di sidekick che aveva ai tempi di Shaq, cosa che ritengo improbabile. E qui si ritorna al punto uno. Se Mike Brown trova la ricetta giusta per gestire tutte queste problematiche e a dare una dimensione di squadra nella squadra più non ho più aggettivi del mondo, allora loro vincono il titolo. Altrimenti arrivano alle WCF perdendole.

Memphis Grizzlies

Via O.J. Mayo e l'ectoplasmatico Arenas. Dentro Bayless perfetto ibrido di due giocatori che, con tutti i limiti del caso, erano comunque di ottimo livello, e Ellington. Non c'è stato un'effettivo miglioramento o un balzo che invece molte squadre della Western Conference hanno fatto. Il livello e salito praticamente dappertutto a parte a Memphis, che resta comunque una squadra competitiva. Anche qui ci son delle incognite. Una su tutte Zach Randolph. Nelle ultime due stagioni uomo franchigia e copertina di Memphis nonostante Rudy Gay. Z-Bo tecnicamente non si discute, ma l'anagrafe quest'anno dice 31 e sinceramente non son convinto che possa replicare le ultime stagioni. Memphis resta competitiva per i Play-off dove può tranquillamente ambire agli ultimi due posti, ma urge un restyiling a partire dalla prossima stagione,

Minnesota Timberwolves

A 5 anni dalla fine dell'era KG i T'Wolves possono finalmente dire di avere una squadra. Si riparte dall'asse Love-Rubio, che l'anno scorso, prima dell'infortunio dello spagnolo, ha tenuto i Wolves in lizza per i play-off. Su questo nucleo forte la dirigenza ha saputo costruire molto bene. In primis un mercato di livello eccezionale. Sono arrivati Budinger e il figliol prodigo NBA Andrei Kirilenko, pronti a giocarsi il posto nello starting five come Small Forward, consapevoli comunque di poter avere un impatto positivo anche in uscita dalla panchina. Vedo più Kirilenko. Sempre dalla Russia arriva Alexei Shved, talentuosa guardia, una delle rivelazioni delle scorse Olimpiadi che hanno visto la selezione guidata da Blatt arrivare alla medaglia di bronzo, anche grazie ai suoi 25 punti nella finalina contro l'Argentina. Shved se riesce ad ambientarsi può diventare un fattore in questa squadra, qualunque sia il suo ruolo. A chiudere il mercato due onesti comprimari come Stiesma e Cunningham e una scommessa, che si spera sia vincente: Brandon Roy. Le ginocchia non gli hanno dato tregua a Portland, e la sua carriera era prematuramente terminata. Ha deciso di tornare, in quali condizioni non lo sappiamo, speriamo buone. I rischi sono minimi e la resa può essere massima se Mr. Elegance torna ai suoi meravigliosi standard. Nomi che si aggiungono ai già citati Love e Rubio, accoppiata potenzialmente tra le più devastanti della lega(aggiungerei che vedo Love come potenziale giocatore in lizza per l'MVP), Pekovic, cresciuto notevolmente nella scorsa stagione, Ridnour, il lungo iperatletico Williams, e JJ Barea, il fattore decisivo nei Mavs per la conquista del titolo 2011. Ma il vero uomo in più può essere il coach: Rick Adelman. Allenatore fantastico, che l'anello non è mai riuscito a vincerlo ma che ha sempre allenato egregiamente. Ha a disposizione una squadra giovane e talentuosa che secondo me può far rendere al massimo. Previsione? Non mi sembra così utopico vederli ai Playoff tra le squadre che nel primo turno hanno il fattore campo.

New Orleans Hornets

L'era dopo Chris Paul poteva essere dolorosa, e invece è andata molto ma molto meglio del previsto Il Draft 2012 ha regalato alla franchigia della Louisiana Austin Rivers, figlio del Doc di Boston, da Duke, ottimo play di prospettiva e soprattutto lui, il monociglio più desiderato d'America, Anthony Davis, prima scelta assoluta a furor di popolo e medaglia d'oro a Londra 2012. Ai due giovani talenti si è aggiunto il Most Improved Player della scorsa stagione, Ryan Anderson, arrivato da Orlando in cambio di Gustavo Ayòn. I tre giocatori, giovani e di talento, affiancheranno la stella della squadra, Eric Gordon. Al venezuelano Vazquez toccherà probabilmente il compito di produrre punti dalla panchina in cui siede gente come Warrick, Roger Mason e Robin Lopez, che potrebbe essere il centro titolare nel caso in cui Davis giochi da Power Forward, Jason Smith e il nigeriano Aminu. Lasciano la Louisiana Kaman, Jack e Belinelli, di certo non ricordato come uno dei giocatori che hanno shockato la Louisiana. La squadra di coach Williams è giovane, futuribile e talentuosa. Troppo giovane per poter aspirare ai play-off, abbastanza grande per poter divenire una futura contender.

Oklahoma City Thunder

Nonostante la pesante sconfitta nelle finals 2012, dalle parti di Oklahoma City hanno pensato di cambiare poco com'è logico che sia. L'unico addio di rilievo, per ora è quello di Fisher. Nel roster entrano Orton, ex Orlando, Rautins, ex Knicks, e Hasheem Thabeet, seconda scelta del Draft 2010, che fino ad ora dire che ha deluso è poco. Resta il nucleo forte dei Big Three Durant, Westbrook e Harden, adesso pure ori olimpici,  assieme a Perkins, Sefolosha ed Ibaka. Sostanzialmente le cose restano immutate. Fino a quando non verrà la grana Harden, in scadenza nel 2013, che può essere rifirmato a certe cifre solo a patto di accettare una Luxury tax molto salata. Se le cose restano così, OKC rimane una contender/la contender, ma se dovessero cedere Harden per evitare di perderlo a costo 0, sarà inevitabile un ridimensionamento delle ambizioni.

Phoenix Suns

Si chiude l'era Nash, vanno via Grant Hill e Robin Lopez, inizia una nuova era a Planet Orange. Era che inizia sotto il segno di Michael Beasley , il Balotelli della NBA, e con il ritorno di Goran Dragic, erede designato da Steve Nash di Steve Nash. Il ruolo di guardia è stato affidato a un'altro ex Minnesota, Wesley Johnson, giocatore di talento che finora non è mai esploso.Sono arrivati anche l'ottimo Scola e Jermaine O'Neal( bisogna vedere in quali condizioni fisiche). Son rimasti Shannon Brown, Jared Dudley e Marcin Gortat, sorpresa Suns nella scorsa stagione, in cui i Play-off sono stati mancati di un soffio. L'impressione che ho è che la squadra sia rimasta allo stesso livello in cui era l'anno scorso, ma che nel contempo a ovest, il livello si sia alzato, e di parecchio, non consentendo allo stato attuale ai Suns di poter aspirare concretamente ai Play-off. Fosse arrivata una guardia concretamente forte(si parlava di Eric Gordon o O.J. Mayo) probabilmente sarebbe stato un'altro paio di maniche.

Portland Trail Blazers

Aldridge, Batum, la speranza che Claver faccia meglio del suo predecessore spagnolo in maglia Blazers Rudy Fernandez, i giovani Lillard e Matthews e nulla più. A Portland sono presumibilmente consapevoli che questa sarà una stagione dispari. Il roster esclusi i nomi già fatti, presenta una serie di onesti mestieranti, come Pavlovic, Hickson e Price, troppo poco per sperare di essere minimamente competitivi. Al GM Neil Olshey, forse il vero colpo di mercato della franchigia dell'Oregon, il compito di lavorare su questa base per costruire qualcosa in futuro. Penso che i Blazers giocheranno per una prima scelta al Draft, sperando di non incappare in un Bowie o Oden bis.


Sacramento Kings

Altra squadra non messa propriamente benissimo, la cui situazione è accentuata dalla più che possibile relocation probabilmente ad Anaheim. I nomi ci sarebbero anche, perchè i vari Evans, Thornton, Cousins per citare i più mainstream sono con tutti i loro difetti(e son parecchi) dei buoni giocatori. Si è aggiunto a loro anche il cavallo di ritorno NBA Aaron Brooks, tornato dopo l'esperienza cinese. Dal draft è arrivato l'interessante Robinson, ci sono due giovani come Fredette e Isaiah Thomas, ultima chiamata assoluta del Draft 2011 e nonostante questo tra i primi 7 rookie dell'anno. In mezzo giocatori come Garcia, Hayes, Salmons, con una discreta esperienza NBA. Troppo poco, e temo che anche qui, come a Portland giocheranno per far arrivare una chiamata alta al draft, se la prima è meglio. In attesa di sapere se saranno a Sacramento o ad Anaheim.

San Antonio Spurs

Praticamente gli stessi dell'anno scorso, con anno e un De Colo in più. L'anno scorso hanno sorpreso il mondo per essere arrivati a un pelino di barba in ricrescita dalle Finali NBA giocando una pallacanestro eccezionale prima del crollo da gara 3 in poi contro OKC. Gli Spurs sembrano essere un'ottimo vino d'annata. Il livello però è aumentato e nell'NBA moderna l'atletismo conta davvero tanto e loro oltre Kawhi Leonard e lo scostante DeJuan Blair non hanno "molto da offrire". Riusciranno ad arrivare ai Play-off senza dubbio, non con la posizione numero 1, e saranno comunque in grado di far bene. Il loro roster è comunque uno dei più completi della Western Conference e giocare contro di loro continuerà a non essere una passeggiata per nessuno. Se poi Duncan, Ginobili e Parker si mantengono(difficile comunque) ai livelli dello scorso anno, allora possono arrivare ulteriori soddisfazioni.

Utah Jazz

Dopo la fine dell'era Sloan-Williams-Boozer per la squadra di Salt Lake City potevano essere lacrime e sangue. Invece il futuro sembra essere radioso e il presente è molto di più che di buone speranze. La squadra , diretta da un'ottimo Tyrone Corbin. è un giusto connubio di giocatori esperti come Millsap, Jefferson, Marvin Williams, a dirla tutta uno che ha disatteso le aspettative su di lui, Mo Williams, che prenderà il posto del mai convincente Devin Harris, Randy Foye e Jamaal Tinsley, e un gruppo di giovani di più che belle speranze come il turco Kanter, Derrick Favors e soprattutto Gordon Hayward. L'ex Butler University ha tutti i numeri per affermarsi quest'anno come giocatore della Lega. Poi spruzzare il tutto con una serie di funamboli come Jeremy Evans e Alec Burks e la ricetta è completa. Gli Utah Jazz sono più che in grado di giocarsi le ultime piazze  per i Play-Off con Dallas e Memphis. Pur personalmente vedendoli un pò indietro rispetto a queste due franchigie, non mi stupirei più di tanto laddove centrassero la qualificazione.